Valerio Varesi - Raffaele Crovi
Il pesce siluro e altri racconti barbari

Terre e acque dell’Emilia e della Lombardia con labirinti di solitudine e follia.

Valerio Varesi è presente con il racconto La pesca
«È stato quando hanno pestato quel tizio, quell’ungherese, che sono saltate fuori un mucchio di voci sul fiume, sulla golena e su quel che vi accade. L’avevano trovato davanti a casa di Ravazzoni steso su un fianco con le gambe e le braccia girate di lato come i cani che dormono. Forse era stato mollato da una macchina di notte».
A Sacca, sull’argine del Po, un luogo dove la solitudine è fredda e densa come la nebbia di fine autunno, da un po’ di tempo c’è un insolito via vai di macchine. Scavallano l’argine, scendono in golena e vanno a morire in mezzo ai pioppeti. Che cosa cercano, in mezzo al nulla?
Chi le aspetta, là dove terra e acqua si confondono?

Raffaele Crovi è presente con Racconti barbari
Sei misteri, storie di inquietudine esistenziale, con epicentro la solitudine. Non è vero che la solitudine tempra il carattere degli uomini: la solitudine è una malattia, che produce una malattia; questa era anche l’opinione di Stendhal; Mann, ha aggiunto, in La morte a Venezia, che la solitudine genera sproporzione, assurdo e illecito, e, infine, Nabokov afferma, in Fuoco pallido, che la solitudine è «il campo di gioco del Male». E la messa in scena del Male è l’obiettivo di questi sei piccoli misteri, con il solo riscatto (in due casi) nel dialogo con gli altri.

Il pesce siluro e altri racconti barbari
Valerio Varesi - Raffaele Crovi
Aliberti editore, 2006 - euro 12,00